Ad Adria scendiamo in campo con un’idea chiara: fare la partita. E fin dai primi minuti prendiamo in mano ritmo e spazi, costringendo l’Adriese a rimanere bassa. Spingiamo con continuità, arriviamo più volte a un passo dal vantaggio e costruiamo occasioni pulite: tiri respinti sulla linea, interventi provvidenziali del loro portiere, palloni che attraversano l’area senza trovare la deviazione decisiva. All’intervallo, il rammarico è uno solo: non aver raccolto quanto seminato.
Nella ripresa però cambiamo marcia. Dopo dieci minuti Gattoni viene atterrato e dal dischetto Fasolo mantiene il sangue freddo, incrocia sotto la traversa e ci porta avanti. L’inerzia diventa nostra e poco dopo raddoppiamo: angolo di Medina, stacco imperioso di Moro e 2-0 che esalta i nostri tifosi. Da lì gestiamo con ordine, restando sempre aggressivi in fase offensiva e attenti dietro, con Costa praticamente mai chiamato a interventi complicati.
Mostriamo maturità, qualità nel palleggio e grande presenza in mezzo al campo, guidati da un Gian ispirato. Torniamo a casa con tre punti meritati e la sensazione di aver imposto il nostro calcio per novanta minuti, sempre con rispetto per un avversario che ha provato a resistere fino alla fine.